Buscofenact 12 capsule 400 mg.

9,70

Indicazioni terapeutiche
Bucofenact si usa per il trattamento di:

dolore da lieve a moderato quale per esempio mal di testa, mal di denti e dolori mestruali;
febbre e dolore associati al comune raffreddore.

Controindicazioni

Ipersensibilità all’ibuprofene o ad uno qualsiasi degli eccipienti;
Storia di ipersensibilità (ad es. broncospasmo, asma, rinite, angioedema od orticaria) associata all’assunzione di acido acetilsalicilico o ad altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS);
Disturbi ematologici di origine sconosciuta;
Storia di ulcera peptica/emorragia ricorrente o in atto (due o più episodi distinti, di dimostrata ulcerazione o sanguinamento);
Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione, correlati a una precedente terapia con FANS;
Emorragia cerebrovascolare o altri episodi di sanguinamento;
Grave insufficienza epatica, grave insufficienza renale o grave insufficienza cardiaca
Terzo trimestre di gravidanza
Adolescenti con peso corporeo al di sotto dei 40 kg e bambini.
In pazienti con grave disidratazione (per vomito, diarrea o insufficiente assunzione di liquidi).
Avvertenze speciali
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento, necessarie ad ottenere il controllo dei sintomi.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza
L’inibizione della sintesi di prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici sollevano preoccupazione per un aumento del rischio di aborto spontaneo, di malformazioni cardiache e di gastroschisi, dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine all’inizio della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con l’aumentare della dose e della durata della terapia.

Negli animali, la somministrazione di un inibitore della sintesi di prostaglandine ha determinato un aumento della perdita pre- e post-impianto e di mortalità embriofetale. Inoltre, un aumento dell’incidenza di malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, è stato segnalato in animali trattati con un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo di organogenesi.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta più bassa possibile e la durata del trattamento più breve possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a :

tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligoidroamnios;
La madre e il neonato, alla fine della gravidanza, possono essere esposte a:

possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse;
inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.
Conseguentemente, il diclofenac è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Allattamento
L’ibuprofene e i suoi metaboliti possono passare in basse concentrazioni nel latte materno. Fino a questo momento, non sono noti effetti deleteri sui lattanti. Pertanto, per un trattamento di breve durata di dolore e febbre alla dose consigliata, non dovrebbe, in genere, essere necessario interrompere l’allattamento al seno.

 

 

3 disponibili